sabato 13 ottobre 2018

Cittadinanza per filiazione "jus sanguinis"

Sono sempre più numerose le richieste di consulenza da parte di clienti che sono discendenti di emigrati Italiani all'estero, che vogliono ottenere la cittadinanza Italiana per filiazione, definita anche "jure sanguinis".
Per tali motivi ritengo sia opportuno fare un po' di chiarezza in merito ai requisiti necessari per ottenere la cittadinanza Italiana in favore dei figli di emigrati all'estero. E' possibile infatti seguire due vie: quella amministrativa e quella giudiziale.
La procedura amministrativa si persegue presso il Consolato Italiano del luogo di residenza estero del richiedente. Purtroppo, in tale caso i tempi per completare l'intera procedura sono incerti e soprattutto molto lunghi.
Con la via giudiziale, è possibile richiedere presso il Tribunale di Roma il riconoscimento dello status di cittadino Italiano; in tale caso i tempi si riducono sensibilmente, e questi sono abbastanza prevedibili in quanto la durata media di un processo è di circa due anni.
Per presentare in Tribunale la richiesta di riconoscimento di cittadinanza per filiazione, e avere ottime chances di ottenere una Sentenza del Giudice, che riconosca il giusto diritto del richiedente di conseguire la cittadinanza italiana jure sanguinis, è necessario:
- dimostrare che la discendenza abbia inizio da un avo italiano (non ci sono limiti di generazioni);
- dimostrare che l'avo cittadino italiano abbia mantenuto la cittadinanza sino alla nascita del discendente;
- dimostrare la mancata naturalizzazione dell’avo, che deve essere provata e quindi documentata mediante attestazione rilasciata dalla competente Autorità straniera;
- comprovare la discendenza dall'avo italiano mediante gli atti di stato civile di nascita e di matrimonio;
- allegare alla richiesta giudiziale tutti gli atti sopra indicati, che devono essere compresi di traduzione giurata, ed in regola con la legalizzazione (muniti di apostille).
Prima di intraprendere la via giudiziale, nel caso di discendenza per via paterna, è necessario dimostrare di aver presentato la domanda per via amministrativa, e che i tempi per ottenere il riconoscimento della cittadinanza jure sanguinis sono eccessivamente lunghi, ed in particolare: per i richiedenti che risiedono all'estero, i tempi di attesa devono essere superiori ai 730 giorni previsti dall'articolo 3  D.P.R. 362 del 1994, e imputabili al Consolato presso il quale è stata inoltrata la domanda di cittadinanza; per i richiedenti che risiedono in Italia, l'attesa deve essere superiore a 180 giorni da quando è stata presentata la domanda di cittadinanza al Comune interessato. 

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