sabato 5 maggio 2018

Vincite in gettoni d’oro nei quiz televisivi Rai e Mediaset

Recentemente sono stato consultato in merito alle vincite in gettoni d’oro nei giochi a premi, che spesso vediamo in televisione.
Il concorrente di un gioco a quiz in tv non può vincere premi in denaro, poiché in Italia è vietato il gioco d’azzardo. Il problema si presenta quando i telespettatori ed il concorrente vengono informati che la vincita in gettoni d’oro è equivalente alla somma di euro 100.000. In realtà, il reale controvalore corrisposto al concorrente dalla Rai o da Mediaset può essere inferiore rispetto alla somma prospettata anche del 30 o 40%: ciò a causa dei costi di conversione, delle tasse applicate alla vincita e dell’effettiva quantità di oro contenuto in ciascun gettone consegnato al suo legittimo vincitore.
La Rai e Mediaset, per evitare qualsiasi tipo di reclamo o controversia, debbono   informare i concorrenti ed i telespettatori che il montepremi indicato in euro è solo indicativo e non corrisponde all’effettivo controvalore indicato. In caso contrario, il concorrente potrebbe intraprendere un’azione legale volta ad ottenere l’effettiva somma menzionata dal conduttore televisivo, ovvero un numero di gettoni d’oro equivalenti all’effettivo controvalore promesso. Tale somma infatti, se indicata in modo generico dal presentatore, deve essere considerata al netto di eventuali tasse, costi di fusione e purezza di ciascun “gettone d’oro”.  

martedì 17 aprile 2018

Facebook e tutela della privacy

Lo scandalo di Facebook e Cambridge Analytica ha nuovamente sollevato il problema della tutela del diritto alla privacy, ovvero la tutela della riservatezza e di conseguenza delle azioni che possono essere intraprese dagli utenti di Facebook, che abbiano subito la divulgazione dei propri dati, senza un loro preventivo consenso o addirittura a loro completa insaputa.
Il Codice per la privacy statuisce che «chiunque cagiona danno ad altri per effetto del trattamento di dati personali è tenuto al risarcimento ai sensi dell’articolo 2050 del codice civile». Commette illecito anche chi, come nel caso di Facebook, non adotti gli strumenti necessari per proteggere i dati dei propri utenti. In conclusione, Facebook ha utilizzato i dati dei propri iscritti, non li ha protetti e - come nel caso di Cambridge Analytica - li ha trasmessi ad un altro soggetto senza alcuna preventiva autorizzazione. Il colosso americano dei social potrebbe essere chiamato a rispondere del proprio comportamento illegittimo sia in sede civile, che in sede penale: nel primo caso Facebook rischia di dover corrispondere ai propri utenti una somma a titolo di risarcimento danni; nella seconda ipotesi, il legale rappresentante di Facebook, o i suoi dipendenti che abbiano operato in modo illegittimo potrebbero subire una Sentenza di condanna, che può prevedere una reclusione da un minimo di 6 mesi ad un massimo di 3 anni.

giovedì 29 marzo 2018

Malasanità, responsabilità del medico e risarcimento danni

Sono sempre più numerose le richieste di consulenze legali da parte di pazienti che ritengono di essere state vittima di un errore in campo medico.
La nuova legge sulla responsabilità dei medici e la malasanità ha previsto nuovo articolo del codice penale, il 590-sexies che disciplina la responsabilità colposa per morte o per lesioni personali nell'ambito sanitario. Se il medico viene imputato per l'ipotesi di omicidio colposo o di lesioni personali colpose, si applicano le pene previste dal codice penale per condotta negligente o imprudente del medico. Con la nuova normativa, il medico non può essere condannato, anche se l’evento dannoso viene provocato per imperizia del sanitario, se il medico ha seguito tutte le raccomandazioni delle linee guida o le buone pratiche clinico-assistenziali adeguate alle cure o al trattamento chirurgico praticato al paziente.
Per tali ragioni, al fine di evitare un inutile e costoso processo, è essenziale una valutazione preventiva del caso da parte dell'avvocato, che si deve avvalere di un'adeguata e mirata analisi medico-legale.

giovedì 22 marzo 2018

Pillole di diritto - Il cittadino, le buche di Roma e come è possibile ottenere il risarcimento dei danni subiti


In questi giorni a Roma si parla sempre più spesso di danni subiti dai cittadini Romani a causa delle buche presenti sul manto stradale.
Ritengo pertanto opportuno fornire qualche indicazione più specifica sulla questione.
Infatti, come avvocato spesso vengo interpellato da alcuni clienti che subiscono dei danni al proprio autoveicolo a causa delle buche presenti sull'asfalto oppure patiscono gravi danni fisici a causa di cadute accidentali provocate dalle strade o dai marciapiedi dissestati di Roma.
Innanzitutto, è opportuno chiarire che non tutti i danni subiti possono essere risarciti.
Soltanto i danni causati da un da un'insidia o da un trabocchetto possono essere oggetto di una seria disamina da parte dei Giudici di Pace o dal Tribunale Civile, a seconda dell'importanza della richiesta risarcitoria.
La Giurisprudenza più autorevole, ovvero quella della Corte di Cassazione, si è espressa su tale concetto chiarendo che: non può essere accolta una domanda di risarcimento del danno derivante da c.d. insidia o trabocchetto stradale, nel caso in cui, dalle risultanze processuali sia emerso che, al momento del sinistro, non sussisteva un pericolo occulto (nella specie, una buca), caratterizzato dalla coesistenza dell’elemento oggettivo della non visibilità e dell’elemento soggettivo della imprevedibilità, ovverosia nel caso in cui, in sede processuale, non sia stato adeguatamente dimostrato che la buca non fosse, in concreto, invisibile.
Per tali ragioni, solo in presenza di una buca non visibile, e quindi di un ostacolo imprevedibile, è possibile richiedere e sperare di ottenere il risarcimento dei danni subiti.
Per provare in modo incontrovertibile la fondatezza delle proprie richieste risarcitorie in sede giudiziale, è opportuno contattare al momento del sinistro, la polizia municipale e far verbalizzare dall'Autorità intervenuta sul luogo dell'incidente, la completa dinamica dell'incidente occorso.

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