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Giurisprudenza      

SINISTRI STRADALI

In prossimità delle strisce pedonali moderare la velocità non basta

 

Corte di cassazione - Sezione III civile - Sentenza 30 settembre 2009 n. 20949

La Cassazione cambia orientamento e smentisce la precedente convinzione che la presenza delle strisce pedonali fosse assolutamente dissimile da un segnale di "stop". Secondo le precedenti pronunce in materia, infatti, la Suprema corte aveva sempre sostenuto che fra gli oneri dell'automobilista ci fosse più che altro quello di moderare la velocità, accertando l'esistenza di pedoni che si accingessero ad attraversare la strada. La sentenza 20949/2009 ha invece rinforzato il diritto di precedenza del pedone, stabilendo che ogni qual volta il conducente di un veicolo ne avvisti uno in prossimità delle strisce, sarà sempre tenuto ad arrestarsi, indipendentemente da una valutazione di coincidenza di tempi nel passaggio. Questo anche quando la presenza di determinati ostacoli impedisca la visuale completa all'autista: se non si vuole incorrere nella responsabilità aggravata di cui all'articolo 2054 del Cc, si dovrà comunque arrestare la propria marcia.

 

OCCUPAZIONE

La prescrizione dell'azione risarcitoria decorre dall'emanazione di un atto

 

Consiglio di Stato - Sezione IV - Decisione 15 settembre 2009 n. 5523

In caso di occupazione illecita di un'area da parte dell'Amministrazione il proprietario che ha subito l'acquisizione illegittima può esercitare l'azione di risarcimento del danno e il termine di prescrizione decorre da quando la Pa pone rimedio alla situazione con un atto formale. In questo modo la sezione IV del Consiglio di Stato ha riformato, con la decisione 5523/2009, una sentenza di primo grado che aveva invece considerato come prescritta l'azione risarcitoria riconosciuta al privato, valutando che i termini si calcolerebbero dal primo momento in cui l'ente pubblico ha messo in atto l'occupazione sine titulo. I giudici di Palazzo Spada ricordano come, per tutta la durata dell'occupazione, l'illecito dell'Amministrazione permane perché la giurisprudenza consolidata sostiene che non è mai ammissibile acquisire a titolo originario la proprietà di un'area di proprietà altrui in assenza di un formale atto ablatorio.

ASSICURAZIONI

Resiste l'azione diretta del trasportato contro la compagnia del conducente

 

Corte costituzionale - Ordinanza 23 dicembre 2008 n. 440

 

Il terzo trasportato che subisce lesioni in caso di incidente stradale può continuare ad agire nei confronti della compagnia del veicolo su cui viaggiava senza dove preventivamente accertare l'eventuale responsabilità del guidatore dell'altra auto coinvolta. Con l'ordinanza n. 440 del 2008 la Corte costituzionale ha infatti ritenuto inammissibile la questione di legittimità dell'articolo 141 del Codice delle assicurazioni (Dlgs 209/2005) sollevata dai giudici di pace di Arezzo e Anzio. Secondo la Consulta i giudici di pace non hanno adempiuto all'obbligo di ricercare un'interpretazione costituzionalmente orientata della norma impugnata e, soprattutto, avrebbero dovuto tenere conto che essa si limita a rafforzare la posizione del trasportato, considerato soggetto debole, «legittimandolo ad agire direttamente anche nei confronti della compagnia assicuratrice del veicolo, senza peraltro togliergli la possibilità di fare valere i diritti derivanti dal rapporto obbligatorio nato dalla responsabilità civile dell'autore del fatto dannoso».